Passa ai contenuti principali

Un'estate

 Ciao a tutti Sharpyni! 

Come state? Spero tutto bene! Oggi sono qui per proporvi la lettura di "Un'estate" di Claire Keegan edito Einaudi. 

Sono felice anche di comunicarvi la mia collaborazione con IlRecensore.it , infatti sul sito potete trovare il mio articolo pubblicato.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito di cosa si tratta!

Trama: Una fattoria nella campagna irlandese, una bambina silenziosa, un padre e una madre non suoi. Claire Keegan tratteggia un lessico sentimentale dell'accoglienza e dell'amore genitoriale, in un racconto di sommessa e struggente bellezza. «Può bastare anche solo un'estate per imparare a essere amati. Ce lo racconta con ineffabile grazia la piccola protagonista di questo racconto perfetto» (Viola Ardone). «Per raccontare un mondo nuovo, un'esperienza mai vissuta, servono parole nuove, quelle che Claire Keegan trova dentro un vocabolario di cose, reali come l'amore» (Maria Grazia Calandrone). «L'estate non è mai un tempo qualsiasi. Ma c'è un'estate che può essere più preziosa delle altre, che può portare in sé l'abbacinante luce della crescita. La luce con cui è scritto questo romanzo» (Valeria Parrella). «Poi attraversiamo il tepore della cucina e lei mi dice di sedermi, di fare come se fossi a casa mia. Sotto il profumo di qualcosa che cuoce nel forno c'è una punta di disinfettante, candeggina forse. Toglie dal forno una crostata di rabarbaro e la mette a raffreddare sul piano della cucina: sciroppo bollente sul punto di traboccare, foglie sottili di pastafrolla saldate alla crosta. Dalla porta entra una corrente fresca ma qui è caldo, immobile, pulito».
Recensione:
Nuove parole per spiegare nuove emozioni: l’amore visto tramite gli occhi di una bambina. Claire Keegan è una di quelle autrici in grado di conquistare il lettore sin dalla prima battuta. Dopo la prima raccolta di racconti Dove l’acqua è più profonda (Antarctica,1999), grazie alla quale vince il Premio Rooney per la letteratura irlandese, pubblica il romanzo d’esordio Un’estate (Foster, 2010), dall’ambientazione rurale, povero, pieno di emozioni e di parole non dette. Attraverso gli occhi di una bambina, il lettore potrà percepire in prima persona cosa significhi amare ed essere amati. La Keegan utilizza appositamente uno stile di scrittura evocativo per ridurre al minimo lo scambio di battute fra i vari protagonisti. Infatti, non si può non sottolineare come i dialoghi vengano ridotti al minimo per lasciare spazio alla dialogica emotiva: i dialoghi sono scarni ma l’empatia che si riesce ad instaurare con la piccola protagonista è intensa. Tutto questo non è casuale, ma ben studiato per essere in linea con il contesto che fa da sfondo al romanzo. Ci troviamo in un’Irlanda agreste, dove per poter sopravvivere servono braccia e non parole; dove le relazioni sono pure e non apparenti pronte ad intensificarsi nel caso in cui serva. Ed è proprio in questo contesto che notiamo ogni minimo dettaglio, ogni variazione di profumo. La natura e l’uomo si confondono. L’uno vive per l’altro. Questa particolare atmosfera porta a far sì che le giornate siano scandite da un ritmo lento pronto a far immergere il lettore in una vita piena di piccoli dettagli che, nella frenesia cittadina, vengono persi. Poniamo ora l’attenzione verso l’anonimia della bambina. La scelta dell'autrice di rendere anonima la protagonista non è casuale ma è dettata dalla necessità di far sì che il lettore possa, in tutti i sensi, immedesimarsi in essa. Non avere un punto di riferimento, come il nome, rende possibile l'ampliamento delle proprie vedute al di là di ogni stereotipo. Infatti, in questo romanzo solo gli adulti hanno un nome. Un'identità definita. Nonostante questa particolarità, abbiamo una grande caratterizzazione della piccola. Vediamo come, giorno dopo giorno, cresce intellettualmente, assorbendo dall'esterno tutti quei sentimenti positivi a lei sconosciuti. “Poi mi fa alzare in piedi e mi insapona dappertutto con una salvietta. Le sue mani sono come quelle di mia mamma ma hanno anche qualcos’altro che non ho mai sentito prima e a cui non so dare un nome”. Amore. Dare e ricevere amore dovrebbe essere alla base di ogni relazione famigliare ma, sappiamo bene, che non sempre è così. Mrs. Kinsella (la donna alla quale la bambina viene affidata per tutta l'estate) ha tanto amore da donare perché non le è stato possibile farlo precedentemente ed è proprio tramite i suoi gesti che la piccola inizierà a sperimentare il calore di una madre. Continuando a parlare dei personaggi, si può affermare che lo iato tra le due famiglie è tangibile e reale. Da una parte abbiamo la “vera” famiglia della bambina che fa di tutto pur di sbarazzarsi di lei. Povera, con troppi figli e sulla soglia di un esaurimento collettivo. Dall’altra, una famiglia che non ha avuto la possibilità di esprimere tutta la sua premura e che reputa una piccola creatura un dono inestimabile. Questa enorme differenza viene captata e raccontata attraverso gli occhi innocenti della protagonista che, attenta a tutti i particolari, non ci esime dal raccontarci anche la più piccola variazione percettiva. Un profumo, un odore, la sensazione di avere i vestiti puliti addosso. Tutte cose semplici ma di grande significato. Tutte emozioni e sensazioni nuove che la renderanno più consapevole di ciò che la circonda. La voce della piccola va modificandosi durante la narrazione: dapprima voce semplice e infantile per poi divenire quasi adulta. Questa è una storia dalle mille sfumature; una storia che ci insegna come l’amore trasforma noi stessi e ciò che ci circonda. L’aver scelto un’ambientazione estiva non è di poco conto perché, quanti di noi associano l’estate ad un momento bello e spensierato? Ed è proprio questa la connessione che possiamo trovare tra la bambina ed il bel ricordo che le rimarrà per tutta la vita. In conclusione, posso affermare che si tratta di un piccolo gioiello pronto per essere letto; un piccolo gioiello che vi regalerà emozioni ma, soprattutto, riflessioni.

Post popolari in questo blog

Dove la polvere ti brucia gli occhi. È lì che parte la sfida.

  Hello! Titolo: Dove la polvere ti brucia gli occhi. È li che parte la sfida Autore: AA.VV. C.E.: Infinito Edizioni Pagine: 160 Link all'acquisto:  Dove la polvere ti brucia gli occhi. È lì che parte la sfida Sinossi: La polvere è il simbolo di tutte quelle situazioni ostili che rendono difficili la vita rispetto a come la conduciamo noi in Occidente. È la mancanza delle tante cose che ormai diamo - sbagliando - per scontate. La polvere brucia gli occhi e le gole di chi vive in un villaggio africano disteso lungo una strada bianca percorsa da veloci fuoristrada di organizzazioni umanitarie; di chi si imbarca in interminabili viaggi attraverso la boscaglia e il deserto per poi, molto dopo, raggiungere il mare; dei cooperanti che alla più facile soluzione della scrivania hanno preferito la scelta del campo. Quella polvere s'impasta con il sudore, la fatica, il dolore e disegna un mondo fatto di difficoltà e di sfide estreme che abbiamo rimosso e che raccontiamo in questo viaggi...

Vynnyki Bazar

  Hello! Titolo: Vynnyki Bazar Autore: Massimiliano Alberti C.E.: Infinito Edizioni Pagine: 105 Link all'acquisto:  Vynnyki Bazar Sinossi: Il Vynnykivskyi Bazar è uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui Oleh trascorre la sua infanzia aiutando i genitori al banco di frutta e verdura di famiglia. Fra quelle baracche di legno crescono anche Arseniy, Carpa e Mariya. Diventato adulto, Arseniy fa di tutto per imbarcarsi su una nave il cui equipaggio è dedito alla difesa dei cetacei attorno alle Isole Fær Øer. Mariya supera l'esame per una borsa di studio che la porta a trasferirsi a Trieste. Se la massima aspirazione di Carpa è continuare a lavorare al bazar, per Oleh invece lasciare quelle mura diventa una sfida con se stesso fino a rendersi conto che l'unica via d'uscita è di darsi da fare sui libri. Ma il 24 Febbraio 2022 la Russia invade l'Ucraina e qualcosa per tutti loro e per la Storia cambia per sempre. Recensione: Oleh e il coraggio di vivere. Chi è Oleh?  Oleh è ...

Chiudi la bocca di Eleonora Scali

 Ciao a tutti Sharpyni! Come state? Spero tutto bene. Oggi, per la rubrica "scrittori emergenti", voglio parlarvi del libro di Eleonora Scali " Chiudi la bocca " edito Edizioni Tripla E : un giallo intrigante e molto attuale. Sono sempre più convinta che bisogna dare spazio agli autori emergenti perché, nonostante non siano accompagnati da grandi C.E., riescono a creare delle storie veramente degne di essere lette. Una di queste, è proprio il romanzo del quale vi parlerò. Non perdiamo altro tempo, iniziamo! Trama:  Tre giovani rampolli di alcune delle più facoltose famiglie di Boston vengono aggrediti sessualmente in sequenza ravvicinata, col medesimo schema ma senza un chiaro movente. Il tenente Lucas Thompson dell’unità vittime speciali concentra l’indagine sugli unici elementi che accomunano i tre uomini: hanno frequentato tutti quanti l’università di Harvard, giocato nella stessa squadra di football e soggiornato a Eliot House, una delle residencial houses dell...